Quando posso vado per la campagna, camminando senza uno scopo né una meta, lasciando riposare corpo e mente. Vedo tante cose: alberi, case, animali, le vedo, ma non le osservo perché i mie pensieri orientano lo sguardo all’orizzonte, e ciò che mi è vicino passa in secondo piano. Ottimo esercizio per placare l’animo assillato dalle mille cose da fare e riacquistare energia. Accade però che talvolta, l’attenzione viene catturata da un particolare: i disegni della scorza di un albero, i colori di un fiore, la curiosa forma di un sasso, allora mi avvicino e osservo meglio e, invariabilmente, un mondo nuovo mi svela i suoi segreti facendomi vedere ciò che non sospettavo nemmeno esistesse. Spesso porto con me la macchina fotografica e, con l’aiuto di lenti addizionali, fisso nella pellicola (non mi sono ancora convertito al digitale) immagini di grande bellezza. Ho scoperto che tutto ciò accade anche con i fatti, le persone e le parole che incontriamo ogni giorno e che osserviamo come se avessero solo due dimensioni. Fermandosi un poco e spostandoci appena di lato, potremo scoprirne la terza che è la profondità ed è quella che da spessore. In questo spazio saranno comunicate riflessioni su fatti, persone e parole incontrate lungo il cammino e da sempre viste da un solo punto di vista. Il tutto senza molte pretese, con leggerezza e, talvolta, con ironia, sperando di offrire lo spunto per una più approfondita riflessione personale. Molti saranno gli argomenti biblici, perché con la Bibbia è facile cadere nella routine, leggendone i brani sempre dallo stesso punto di vista e privandola di quella forza che la fa penetrare “fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla” (Eb:4,12).
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