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Novembre 2006
.: Data Pubblicazione 20-Nov-2006 :: Letture:: 603 :: Stampa solo questa pagina :: Stampa pagina con tutte le sottopagine:.
Il Santo Padre interviene al Convegno ecclesiale nazionale di Verona definendo con estrema chiarezza l'esperienza cristiana : “Occorre tornare ad annunciare con vigore e gioia l'evento della morte e risurrezione di Cristo, cuore del cristianesimo”. Rendere visibile il grande sì della Fede.
Alla domanda posta dallo stesso Papa se il mondo sia davvero l’opera della sapienza di Dio, la risposta sconvolgente sta nella Rivelazione biblica dove  entrano in campo la storia d’amore tra Dio e l’Uomo, la Sua  misericordia infinita, il rispetto di Dio per la nostra libertà. E’ questa la parte del discorso del Papa che porta ad esclamare che “non si può non essere trascinati da questa sapienza tenera che conquista non solo l’intelligenza, ma anche il cuore”.
Vi proponiamo, quindi il testo integrale di questa parte del discorso del Papa
La persona umana. Ragione intelligenza, amore “ :


La persona umana non è, d'altra parte, soltanto ragione e intelligenza, che pur ne sono elementi costitutivi. Porta dentro di sé, iscritto nel più profondo del suo essere, il bisogno di amore, di essere amata e di amare a sua volta. Perciò si interroga e spesso si smarrisce di fronte alle durezze della vita, al male che esiste nel mondo e che appare tanto forte e, al contempo, radicalmente privo di senso. In particolare nella nostra epoca, nonostante tutti i progressi compiuti, il male non è affatto vinto; anzi, il suo potere sembra rafforzarsi e vengono presto smascherati tutti i tentativi di nasconderlo, come dimostrano sia l'esperienza quotidiana sia le grandi vicende storiche. Ritorna dunque, insistente, la domanda se nella nostra vita ci possa essere uno spazio sicuro per l'amore autentico e, in ultima analisi, se il mondo sia davvero l'opera della sapienza di Dio. Qui, molto più di ogni ragionamento umano, ci soccorre la novità sconvolgente della rivelazione biblica:  il Creatore del cielo e della terra, l'unico Dio che è la sorgente di ogni essere, questo unico "Logos" creatore, questa ragione creatrice, sa amare personalmente l'uomo, anzi lo ama appassionatamente e vuole essere a sua volta amato. Questa ragione creatrice, che è nello stesso tempo amore, dà vita perciò a una storia d'amore con Israele, il suo popolo, e in questa vicenda, di fronte ai tradimenti del popolo, il suo amore si mostra ricco di inesauribile fedeltà e misericordia, è l'amore che perdona al di là di ogni limite. In Gesù Cristo un tale atteggiamento raggiunge la sua forma estrema, inaudita e drammatica: in Lui infatti Dio si fa uno di noi, nostro fratello in umanità, e addirittura sacrifica la sua vita per noi. Nella morte in croce - apparentemente il più grande male della storia -, si compie dunque "quel volgersi di Dio contro se stesso nel quale Egli si dona per rialzare l'uomo e salvarlo - amore, questo, nella sua forma più radicale", nel quale si manifesta cosa significhi che "Dio è amore" (1 Gv 4, 8) e si comprende anche come debba definirsi l'amore autentico (cfr Enc. Deus caritas est, nn. 9-10 e 12).
Proprio perché ci ama veramente, Dio rispetta e salva la nostra libertà. Al potere del male e del peccato non oppone un potere più grande, ma - come ci ha detto il nostro amato Papa Giovanni Paolo II nell'Enciclica Dives in misericordia e, da ultimo, nel libro Memoria e identità, il suo vero testamento spirituale - preferisce porre il limite della sua pazienza e della sua misericordia, quel limite che è, in concreto, la sofferenza del Figlio di Dio.


Approfondendo quanto sopra riportato, anche attraverso la lettura dell’intero discorso del Santo Padre, vi invitiamo a riflettere sul tema della carità che rende visibile l'amore di Dio nel mondo  nella nostra specificità di fedeli laici, coppia cristiana e soprattutto famiglia cristiana illuminata dalla fede e dal magistero della Chiesa .



Vi diamo appuntamento a Marliano per

DOMENICA 3 Dicembre 2006 alle ore 16,30
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