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Febbraio 2007 |
.: Data Pubblicazione 20-Feb-2007 :: Letture:: 696 :: :: :. |
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· sono veramente paziente e benigno nelle relazioni familiari? · sono pronto a scusare l’altro in ogni circostanza? · sono cosciente che devo sopportare tutto in nome dell’unione familiare?
L'amore è esigente 14. Quell'amore a cui l'apostolo Paolo ha dedicato un inno nella Prima Lettera ai Corinzi quell'amore che è“paziente”, è “benigno” e “tutto sopporta” (1Cor 13,4.7) è certamente un amore esigente. Ma proprio in questo sta la sua bellezza: nel fatto di essere esigente, perché in questo modo costituisce il vero bene dell'uomo e lo irradia anche sugli altri. lì bene infatti, dice san Tommaso, è per sua natura “diffusivo”. L'amore è vero quando crea il bene del/e persone e de//e comunità, lo crea e /o dona agli altri. Soltanto chi, nel nome dell'amore, sa essere esigente con se stesso, può anche esigere l'amore dagli altri. Perché l'amore è esigente. Lo è in ogni situazione umana; lo è ancor più per chi si apre al Vangelo. Non è questo che Cristo proclama nel “suo” comandamento? Bisogna che gli uomini di oggi scoprano questo amore esigente, perché in esso sta il fondamento veramente saldo della famiglia, un fondamento che è capace di “tutto sopportare”. Secondo l'Apostolo, l'amore non è in grado di “sopportare tutto”, se cede alle “invidie”, se “si vanta”, se “si gonfia”, se “manca di rispetto” (cfr. 1Cor 13,5-6). Il vero amore, insegna san Paolo, è diverso: “tutto crede, tutto spera, tutto sopporta” (lCor 13,7). Proprio questo amore “tutto sopporterà”. Agisce in esso la potente forza di Dio stesso, che “è amore” (lGv 4,8.16). Vi agisce la potente forza di Cristo, Redentore dell'uomo e Salvatore del mondo. Meditando il capitolo 13 della Prima Lettera di Paolo ai Corinzi, ci incamminiamo sulla via che in modo più immediato ed incisivo ci fa comprendere la verità piena circa la civiltà dell'amore. Nessun altro testo biblico esprime tale verità in modo più semplice e profondo dell'inno a//a carità. I pericoli che incombono sull'amore costituiscono una minaccia anche alla civiltà dell'amore, perché favoriscono quanto è in grado di contrastarla efficacemente. Si pensi anzitutto all'egoismo, non solo all'egoismo del singolo, ma anche a quello della coppia o, in un ambito ancora più vasto, all'egoismo sociale, p. es. di classe o di nazione (nazionalismo). L'egoismo, in ogni sua forma, si oppone direttamente e radicalmente alla civiltà dell'amore. Si vuol dire, forse, che l'amore è da definirsi semplicemente come “anti-egoismo”? Sarebbe una definizione troppo povera e in definitiva solo negativa, anche se è vero che per realizzare l'amore e la civiltà dell'amore debbono essere superate varie forme dì egoismo. Più giusto è parlare di “altruismo”, che è l'antitesi dell'egoismo. Ma ancor più ricco e completo è il concetto di amore illustrato da san Paolo. L'inno alla carità della Prima Lettera ai Corinzi rimane come la magna charta della civiltà dell'amore. In esso non è questione tanto di singole manifestazioni (sia dell'egoismo che dell'altruismo), quanto dell'accettazione radicale del concetto dì uomo come persona che “si ritrova” attraverso il dono sincero di se stesso. Un dono è, ovviamente, “per gli altri”; è questa la dimensione più importante della civiltà dell'amore. Giovanni Paolo II “Lettera alle famiglie”2 Febbraio 1994
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Vi diamo appuntamento a Marliano per
DOMENICA 25 Febbraio alle ore 16,30 |
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